La nuova analisi di Red Sift condotta sulle 100 maggiori aziende farmaceutiche mostra che quasi metà del settore è ancora esposta allo spoofing di dominio. Solo il 51% delle aziende ha raggiunto l'enforcement DMARC (p=reject), il controllo che blocca le email contraffatte prima ancora che arrivino a destinazione. Un altro 13% si trova a p=quarantine, che offre un filtraggio limitato ma non equivale all'enforcement. Il resto è composto dal 23% a p=none e dal 13% senza alcuna policy DMARC, il che le lascia completamente esposte ai tentativi di spoofing.


Il settore farmaceutico è un bersaglio ad alta fiducia e ad alto rischio. Pazienti e operatori sanitari si aspettano messaggi legittimi su terapie, sperimentazioni cliniche, rinnovi di prescrizioni e avvisi di sicurezza. Gli attaccanti utilizzano l'IA per produrre phishing convincenti e coerenti con il brand su larga scala, dai falsi aggiornamenti sul calendario delle sperimentazioni cliniche alle frodi su fatture e spedizioni. Un singolo spoofing riuscito può erodere la fiducia dei pazienti, interrompere le catene di approvvigionamento e attirare l'attenzione delle autorità di regolamentazione.
L'ecosistema email che ruota attorno ai brand farmaceutici è vastissimo: PSP, CRO/CMO, farmacie specializzate, agenzie, piattaforme cliniche e sistemi finanziari inviano tutti email per conto del brand. I team spesso restano fermi a p=none per paura di interrompere comunicazioni essenziali, e i report XML DMARC non fruibili rendono difficile procedere. Anche chi progredisce fino a p=quarantine non garantisce una protezione outbound completa per le organizzazioni e i loro clienti.
“Anything short of a reject-level DMARC policy leaves organizations exposed to bad actors intent on causing harm. Gartner’s latest email security strategy urges cybersecurity leaders to implement safeguards now to protect domains from increasingly sophisticated external threats. Attackers are already leveraging inexpensive and highly effective tools to bypass traditional defenses and exploit social engineering tactics”. – Rahul Powar, CEO Red Sift
Mentre il 49% delle grandi aziende farmaceutiche attende di implementare l'enforcement, è il cliente a subire il vero impatto. Immaginate lo scenario plausibile in cui un servizio automatizzato di prescrizioni per anziani venga compromesso da un malintenzionato.
Immaginate il seguente scenario: viene inviata un'email che segnala un errore in un servizio di prescrizione mensile, a marchio di un'azienda farmaceutica contraffatta. L'utente apre l'email, preoccupato per la perdita di un servizio essenziale, mentre il malintenzionato lo induce a reinserire dati sensibili tramite un link di phishing. L'attacco è ormai completato. I dati bancari o le informazioni sensibili dell'utente vengono compromessi, causando danni inimmaginabili. La reputazione dell'azienda è a rischio mentre i giornalisti discutono del suo fallimento nel proteggere i propri clienti. Il danno è fatto.
Questo singolo punto di vulnerabilità avrebbe potuto essere evitato con una rigorosa policy di enforcement DMARC che bloccasse tutte le email illegittime prima che raggiungessero l'utente finale. Una piccola decisione di budget si è invece trasformata in danni per migliaia, se non milioni di euro (a seconda della violazione e della sua portata). La minaccia è chiara, eppure molte grandi aziende farmaceutiche continuano a correre il rischio.
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Rahul Powar is the co-founder and CEO of Red Sift. A technologist and thought leader in both AI and cybersecurity, Rahul's career previously includes Thomas Reuters and the Shazam.




