Proteggere le campagne politiche dalle minacce informatiche non è mai stato così urgente. È fondamentale proteggere le comunicazioni che gestiscono scambi sensibili con elettori, contributori, donazioni e coordinano operazioni complesse. Le campagne rappresentano obiettivi eccezionalmente ricchi per lo spionaggio informatico e lo sfruttamento: la nostra ricerca open-source dimostra che quasi il 75% dei siti web delle campagne per il Senato statunitense non ha raggiunto la conformità al Domain-based Message Authentication, Reporting & Conformance (DMARC). La loro dipendenza da informazioni sensibili, come piani strategici, dati demografici degli elettori e comunicazioni con i donatori, offre prospettive tentanti per l'influenza, la disgregazione o altre operazioni progettate per minare la fiducia in elezioni eque.
Negli Stati Uniti, molti siti web di campagne e infrastrutture digitali mancano di solide misure di cybersecurity. Nonostante l'importanza della sicurezza email, l'analisi di Red Sift mostra che una preoccupante maggioranza dei siti web delle campagne politiche per il Senato e la Presidenza statunitensi non dispone di protezioni DMARC. Senza un DMARC correttamente gestito, queste campagne sono vulnerabili a tentativi di phishing e spoofing, che possono portare a violazioni, fughe di dati e altre significative violazioni della sicurezza. Per le campagne, le pressioni temporali amplificano questi rischi, permettendo agli attaccanti di sfruttare le lacune nella sicurezza nei momenti critici.


Operazioni di influenza, igiene informatica e fiducia pubblica
Storicamente, gli attacchi russi contro le campagne statunitensi si sono concentrati su operazioni di influenza, nella speranza di alterare gli esiti a loro favore. Più recentemente, l'Iran è diventato un formidabile attaccante informatico, concentrandosi attualmente più sulla disgregazione dei processi elettorali che sull'influenzare gli elettori. Attori statali russi, cinesi e iraniani hanno più volte cercato di sfruttare la debole sicurezza email e l'igiene informatica, spesso con grande efficacia come nei casi degli hack del GRU russo del 2015-2016 e più recentemente dei tentativi iraniani di “hack and leak” contro funzionari statunitensi attuali ed ex.
Anche gli account email personali non sono esenti da attacchi: gli attacchi informatici della Russia contro gli account email privati dell'ex presidente della campagna presidenziale di Hillary Clinton, John Podesta, e dell'ex Segretaria di Stato Hillary Clinton, sono stati orchestrati dall'intelligence russa e infine pubblicati su Wikileaks.
Sebbene i loro obiettivi possano differire, le TTP degli attori malevoli che cercano di minare le elezioni sono notevolmente simili: attacchi DDOS di basso livello e infostealer rimangono comuni, così come gli attacchi di phishing e social engineering mirati alle comunicazioni email. In particolare, le campagne dovrebbero disporre di solide misure tecniche e politiche per mitigare l'aumento di spearphishing, impersonificazione e attacchi di domain-spoofing.
Oggi, i siti di dominio delle campagne e i relativi account email rimangono vettori privilegiati per exploit come i domini falsificati. Come evidenziato negli avvisi di FBI e CISA, le politiche DMARC svolgono un ruolo cruciale nella prevenzione degli attacchi di spoofing e phishing via email, garantendo che le email inviate da un dominio siano autenticate. Se configurate correttamente, queste misure contribuirebbero a proteggere la reputazione di una campagna politica, favorendo in ultima analisi le operazioni della campagna e proteggendo al contempo dagli attacchi informatici che possono minare il processo democratico.


Sebbene non esista una soluzione miracolosa per la cybersecurity delle email, un DMARC correttamente configurato e gestito è fondamentale per le campagne politiche, poiché aiuta a proteggere dallo spoofing delle email, garantendo che solo le comunicazioni legittime vengano inviate dal dominio della campagna. Questo è vitale per mantenere la fiducia con elettori e donatori, poiché previene attacchi di phishing che potrebbero compromettere informazioni sensibili o diffondere disinformazione. In definitiva, proteggendo le comunicazioni email, DMARC salvaguarda la reputazione della campagna, contribuendo a impedire che gli attaccanti danneggino il brand con email false.
Come descritto nell'annuncio di servizio pubblico congiunto CISA/FBI del mese scorso, gli avversari cercano di minare la fiducia nelle elezioni statunitensi puntando su diverse aree chiave: diffondere disinformazione, far filtrare o manipolare informazioni sensibili per creare narrazioni ingannevoli, influenzare l'opinione pubblica e screditare i candidati. Inoltre, hacktivisti e potenze straniere potrebbero cercare di accedere a piani strategici confidenziali, ottenendo informazioni sulle tattiche di una campagna o facendo filtrare tali informazioni per influenzare l'opinione pubblica.
Gli attacchi informatici possono anche interrompere le operazioni di campagna, potenzialmente rallentandone lo slancio. Nel loro insieme, questi sforzi mirano in ultima analisi a minare la fiducia pubblica nel processo elettorale, destabilizzando il panorama politico e potenzialmente allineando gli esiti elettorali con gli interessi di altri stati.
Con le crescenti preoccupazioni riguardo all'integrità elettorale, implementare DMARC dimostra l'impegno di una campagna per una comunicazione sicura e autentica e per l'adesione agli standard di cybersecurity. Questo non solo costruisce la fiducia degli elettori, ma contribuisce anche alla sicurezza generale del processo politico e all'integrità dei processi democratici. Le campagne sono note vittime di stati e cybercriminali sponsorizzati da stati; per questo motivo, dare priorità a solide misure di cybersecurity, in particolare all'implementazione di DMARC, è essenziale per salvaguardare sia le campagne politiche che la fiducia pubblica.




